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giovedì 3 agosto 2017

MARIO POLISCENI, EROE IRREDENTISTA SCANDIANESE

Mario Polisceni in partenza per il fronte
Nella Grande Guerra diventeranno una sorta di mito gli irredentisti, ossia gli italiani che vivevano sotto dominio austriaco e che volevano la liberazione della terra natia anettendosi alla madre patria Italia.  Non a caso ”terre irredente” vuole dire “terre non ancora liberate”

Passeranno alla storia Cesare Battisti, Nazario Sauro, Guglielmo Oberdan, Damiano Chiesa e così via, ma io voglio parlare di un irredentista che ha dato la vita per liberare la sua terra dal dominio straniero e allo stesso tempo era legato a Scandiano, mi riferisco a Mario Polisceni.
I Polisceni, venivano dalla Val di Sole, precisamente da Cusciano TN. Trento era popolata per lo più da italiani che vivevano sotto il dominio austriaco; il risorgimento da loro si fermò con Garibaldi alle porte di Trento nel 1866, con il suo famoso “OBBEDISCO”.                                                                        
Nei primi del 900 Domenico Polisceni, papà di Mario, scendeva dal trentino verso la pianura lasciando a Cusciano la moglie e i figli. Sapeva lavorare il rame e cercava fortuna lontano da quelle montagne in cui si sentiva straniero.            
Il destino lo portava a Scandiano e qui, dopo un primo momento in cui provava ad inserirsi, faceva scendere alcuni dei suoi figli: Bortolo, Aurelio e Costante, tutti e tre fratelli di Mario.                                                      
In Trentino invece la tensione saliva sempre di più, gli irredentisti chiedevano più libertà e tutela dell’italianità, ma in risposta ricevevano più repressione e in alcuni casi si arrivava a scontri con morti e feriti. Mario a differenza dei suoi fratelli cresceva in tutto questo. La polizia austriaca era temutissima, bastavano pochi Gendarmi a tenere buoni tanti italiani, ma c’erano tra loro italiani che non abbassavano il capo, non tolleravano tutto questo, erano pazzi? erano incoscienti? erano sognatori? forse erano tutto questo e Mario era tra loro. Un giorno preparò dei petardi da lanciare contro i gendarmi, voleva che anche loro provassero un po di paura, che sentissero per una volta quello che provavano gli italiani. Quella bravata gli costò caro, infatti veniva incarcerato nel comando austriaco a Fucine. 

Allo scoppio della guerra, il 28 luglio 1914, le cose per gli italiani in trentino cominciarono a peggiorare e Mario, assillato dalla madre che gli chiedeva di partire, raggiunse suo padre e i fratelli a Scandiano, era l’agosto del 1914. Veniva ad abitare a Piazzale della Posta, oggi Piazza Laura Bassi, al numero civico 54. Lavorava il rame con i famigliari ma quando l’Italia entrò nel conflitto, il 24 maggio 1915, Mario si presentò volontariamente al Comando militare, voleva combattere e liberare la sua terra dal dominio austriaco. Partito e inquadrato nel 208° Reggimento Fanteria, Mario prese parte ai combattimenti a Passo Buole, definite le "Termopoli d'Italia." 
Il giovane irredentista combatté come un leone ma in quelle trincee veniva sopraffatto da un'arma micidiale e invisibile, la malattia. Il 3 agosto 1916, infatti, dopo un brevissimo periodo di febbre altissima, Mario spirò in un letto d'ospedale da campo. Purtroppo non vide mai la liberazione della sua terra ma il suo trentino, grazie anche al suo contributo, dopo la guerra venne annesso all'Italia.

Dopo il conflitto Mario venne inserito nell'Albo dei caduti scandianesi e fu menzionato nella Lapide alla Memoria dei caduti trentini nel sacrario di Rovereto, trentini come lui, che da italiani combatterono per l'Italia. 

Tomba della Famiglia Polisceni nel cimitero cittadino di Scandiano

I suoi fratelli rimasero a Scandiano anche dopo la guerra, anche quando il trentino diventò finalmente italiano, ormai Scandiano era casa loro. 
Bortolo acquistò casa nella nuova arteria della Scandiano Nuova, in via Fogliani e suo figlio, Giacomo Polisceni sarà anche dottore nell’ospedale cittadino Cesare Magati. 
Ancora oggi la tomba di famiglia, che si trova all'ingresso del cimitero cittadio, ne testimonia l'appartenenza alla comunità scandianese.

sabato 27 febbraio 2016

RI-INTITOLARE LA PIAZZA ALL' EROE CESARE BATTISTI, LA RICHIESTA DEI PROMOTORI DELLA CONFEERNZA

Articolo Resto del Carlino 27/02/2016
foto dei promotori: Luca Rossi, Sebastiano Parisi, Marco Montipò, Mauro Del Bue
Foto della sala


COMUNICATO STAMPA:

Come organizzatori non possiamo che essere contenti per la numerosa partecipazione alla conferenza su Cesare Battisti, che ci infonde coraggio per andare avanti nella lettura corretta della storia e nell'esaltaziine dei nostri padri della patria.


La medaglia d'oro al valor militare Cesare Battisti, un socialista trentino, deputato al Parlamento di Vienna e alla dieta di Insbruck, definito "eroe della patria" della grande guerra, viene ovunque ricordato come un Eroe nazionale tranne che a Reggio Emilia e questo è inaccettabile.

La sala piena in un giorno settimanale con il cattivo tempo, in particolare di giovani e studenti, dimostra che l'interesse per questa figura, per il patriottismo e per la storia italiana è ancora molto viva. Da questa sala partirà una battaglia pubblica,  che non ha colore politico o sigle di partito, ma che ha come vessillo il tricolore, una battaglia di difesa ed esaltazione della nostra storia.

Mauro Del Bue, in primis, ha lanciato la proposta di intitolare la piazza Del Monte di nuovo a Cesare Battisti, piazza intitolata a lui nel 1916 da una giunta socialista e che senza motivo gli è stata tolta alcuni anni fa da chi forse non conosce la storia.

Togliere l'intestazione della piazza non è solo uno sfregio alla figura di Battisti ma a tutta la nazione, a quei 600000 italiani caduti per l'Italia nella grande guerra, uno sfregio alla storia del nostro paese.

Con Del Bue anche gli altri organizzatori Marco Montipò, Sebastiano Parisi e Luca Rossi sposano la proposta lanciata e annunciano che nell'anno seguente, il 2016, anno del centenario del martirio di Cesare Battisti, nelle piazze reggiane si darà vita ad una raccolta firme aperta a tutti, una sorta di comitato cittadino per chiedere che l'eroe della patria abbia di nuovo la sua piazza, che giustizia venga fatta.

Montipò conclude dicendo che finché l'Italia esisterà, Battisti vivrà!



I PROMOTORI:
MARCO MONTIPO        (Nucleo MAg)

MAURO DEL BUE          (Direttore dell'Avanti e Storico)

SEBASTIANO PARISI    (Movimento Irredentista Italiano)

LUCA ROSSI                  (Socialismo Patriottico)

mercoledì 24 febbraio 2016

mercoledì 17 febbraio 2016

NEL CENTENARIO DELLA MORTE DEL PATRIOTA CESARE BATTISTI: CONFERENZA PER RISCOPRIRE LA FIGURA DELL'EROE NAZIONALE

Locandina della conferenza

Cesare Battisti è la figura simbolo dell'italianità e dell'eroismo italiano nella grande guerra. 
In tutta Italia la sua figura è tutelata e omaggiata, tutta Italia tranne Reggio Emilia che da anni si cerca di dimenticare o addirittura denigrare questo eroe,  prima togliendogli la piazza in suo onore e l'anno scorso omaggiando chi voleva impedirgli di parlare a Reggio Emilia nel febbraio del 1915, impedimento (non riuscito) che costò la vita a due manifestanti.

Il ricordo umano per quei manifestanti uccisi è condivisibile, specialmente dopo 100 anni, ma che non si usino i morti per riscrivere la storia, la parte giusta era una, quella dell'Italia, quella di Cesare Battisti, quella che tutti noi leggiamo nei libri di scuola e che ha scritto la storia, l'Italia che è scesa in guerra e che l'ha vinta! 

Noi non ci stiamo, non possiamo permettere che la medaglia d'oro al valor militare Cesare Battisti venga trattato in questo modo, per questo abbiamo deciso di organizzare questa conferenza per approfondire e riscoprire la figura del patriota Battisti, caduto per la causa italiana impiccato per mano austriaca.

Oggi il suo ricordo è doveroso e rendergli omaggio un dovere di tutti noi.

Marco Montipò
Umile patriota reggiano


Posto la cronologia degli eventi per fare comprendere ai lettori nello specifico di cosa parliamo e di contestualizzare il racconto,  di quando Cesare Battisti venne invitato a Reggio Emilia il 25 febbraio del 1915 per tenere un comizio a favore dell'entrata in guerra dell'Italia e i rossi internazionalisti gli organizzarono una contro manifestazione finita nel sangue.

La cronologia è ripresa dalle cronache dall'ora e riassunta per tutti voi. 
Il lavoro è stato fatto da Giorgio Eboli (che ringrazio) e da me.
Buona lettura

CESARE BATTISTI A REGGIO EMILIA (25 febbraio 1915)

21 febbraio: in un clima cittadino piuttosto acceso vengono promosse alcune manifestazioni neutraliste da parte dei socialisti locali che scatenano la protesta formale da parte delle associazioni interventiste cittadine (nazionalisti, irredentisti, radicali, studenti, liberali, ex militari, garibaldini).

22-23 febbraio: mentre i socialisti dimostrano contro l’ingresso in guerra dell’Italia viene confermata la presenza dell’On. Battisti a Reggio per il 25 febbraio, restano ancora ignote le modalità del comizio e il luogo che lo ospiterà.

24 febbraio: le forze di Pubblica Sicurezza impongono che la conferenza abbia luogo in forma privata tramite la distribuzione di inviti, ancora sconosciuto il luogo dove si terrà; intanto vengono chiamati a raccolta gli studenti, sempre in prima linea per la causa interventista.

25 febbraio: dopo un iniziale rifiuto da parte della Giunta socialista per il Teatro Municipale, viene concesso ai promotori il Politeama Ariosto grazie all’iniziativa dell’attore Fumagalli che rinuncia al proprio spettacolo affinché possa venire ospitato l’On. Battisti. Il “Giornale di Reggio” si occupa della distribuzione degli inviti; i socialisti garantiscono tramite il loro organo di stampa cittadino “La Giustizia” che non interverranno alla manifestazione ma allo stesso tempo mobilitano gli operai con toni tutt’altro che pacifici (“opporre alla mobilitazione guerrafondaia una mobilitazione operaia”).
La sera del comizio infatti si assiepa già a partire dalle 8 davanti al teatro una folla di contestatori socialisti che accoglie i partecipanti all’evento con calci, sputi e bastonate, avvengono i primi disordini tra contestatori e invitati e si registrano i primi feriti. All’arrivo di Cesare Battisti per le ore 9 la sala del Teatro esplode in grida di giubilo mentre all’esterno inizia una sempre più fitta sassaiola ai danni dei carabinieri schieratisi a protezione della struttura: in molti cadono sotto i colpi della folla e, vistisi attaccati, rispondono con frequenti cariche e con qualche isolato colpo di pistola. I manifestanti si disperdono lasciando sul campo un morto (al quale se ne aggiungerà un altro in nottata) e numerosi feriti.

26 febbraio: il giorno successivo i tragici avvenimenti del Teatro Ariosto gli operai socialisti proclamano un estemporaneo sciopero generale: riuniti in corteo percorrono le vie del centro storico costringendo i negozi a chiudere le loro serrande e si riuniscono di fronte al Municipio dove ascoltano il comizio del socialista Zibordi che annuncia l’arrivo a Reggio dell’On. Prampolini per il giorno successivo. Non mancano anche in questa occasione i casi di violenza: un sacerdote viene percosso da un gruppo di manifestanti in via Emilia Santo Stefano, mentre un ufficiale è vittima di una fitta sassaiola in via Emilia San Pietro, infine diversi negozi sono oggetto di atti di vandalismo. La Giunta Municipale decide di indire una serrata delle Scuole Elementari.
Intanto compaiono i primi resoconti di parte socialista agli eventi del 25: “L’Avanti!” e “La Giustizia” asseriscono infatti che i manifestanti si erano riuniti intorno al Teatro Ariosto per assistere all’ingresso dei comizianti e che, constatata l’impossibilità di entrare, si erano pacificamente disposti intorno alla struttura; senza alcun avviso quindi la forza di Pubblica Sicurezza avrebbe caricato gli astanti disperdendoli con inaudita violenza.

27 febbraio: scuole chiuse e negozi “invitati” ad abbassare le saracinesche entro le 10.30 del mattino fanno da cornice ad un’altra giornata di sciopero generale che culmina con l’atteso comizio di Prampolini in piazza Vittorio Emanuele. Il clima si scalda quando un non identificato gruppo di studenti lancia qualche slogan in favore della guerra dando inizio ad una vera e propria “caccia allo studente” da parte degli scioperanti che nella foga finiscono per prendersela anche coi figli di alcuni compagni; deve intervenire lo stesso Prampolini per placare gli animi e per evitare ad un altro ufficiale dell’esercito un probabile linciaggio.
Nel frattempo in Parlamento il Presidente del Consiglio Salandra - noto per le sue posizioni interventiste - difende l’operato dei Carabinieri reggiani e attacca gli organizzatori della contromanifestazione.

28 febbraio: si celebrano con grande partecipazione cittadina i funerali delle vittime degli scontri del Teatro Ariosto. Proseguono le violenze di cui fanno le spese questa volta un agente di commercio modenese scambiato per un agente in borghese e un altro studente.
Non si placano infine neanche le schermaglie mediatiche che vedono ancora una volta l’ “Avanti!” in prima fila a giustificare i socialisti reggiani e a difendere il loro sacrosanto diritto di salutare al loro passaggio i campioni del nazionalismo, il quotidiano si scaglia poi contro le forze dell’ordine le quali, nonostante sopportassero da più di un’ora la sassaiola dei manifestanti, non avrebbero dovuto rispondere ai sassi con i proiettili dei loro revolver.



mercoledì 4 novembre 2015

FESTA 4 NOVEMBRE: I CADUTI SCANDIANESI DURANTE IL TREMENDO CONFLITTO MONDIALE TRA EROISMI E ARDITISMO

Corteo funebre per Leopoldo Reverberi a Scandiano
La prima guerra mondiale per l'Italia non è stata solo la grande guerra, ma qualcosa di più, una guerra che ha unito tutte le popolazioni italiche, nelle loro diversità, nei loro dialetti, un popolo unito e forgiato in quelle trincee, nella paura della morte e nella fama di gloria.
La grande guerra per l'Italia è stata una sorta di guerra d'indipendenza, la"quarta guerra d'indipendenza", dove tutte le terre italiane finalmente venivano inglobate nella terra madre, con l'annessione del trentino e tutto il venezia giulia, è stato il compimento dell'unificazione italiana sognata dai grandi padri patrioti del risorgimento.


Questa giornata la dedico a chi è caduto in quella guerra e a chi si è contraddistinto con eroismo,  la dedico a quegli scandianesi che con il loro estremo sacrificio hanno garantito la vittoria italiana e scritto la storia mondiale, sono orgoglioso di loro e delle loro gesta, erano l'Italia migliore, la più valorosa.

Meritano di essere ricordati uno ad uno e lo farò qui nel mio blog,  per tutti i patrioti scandianesi caduti:
PRESENTE!! PRESENTE!! PRESENTE!!


Elenco degli scandianesi decorati al valor militare:

LEOPOLDO REVERBERI

MEDAGLIA D'ORO
"Comandante di un battaglione nella fase preparatoria della battaglia, profuse le sue preclari doti di intelletto e di cuore per assicurare al reggimento la vittoria. Comandante di un battaglione nel combattimento, con rara perizia e contegno ammirevole, guidò i suoi all’assalto di munitissime posizioni nemiche. Incontrata accanita resistenza, animò i suoi uomini al grido di “Viva l’Italia!” e, mentre per primo, dando segno di sereno sprezzo del pericolo, si slanciava contro le mitragliatrici nemiche, venne colpito a morte sulle posizioni conquistate."


ROSATI GIUSEPPE 

MEDAGLIA D'ARGENTO 
"Addetto al comando di un battaglione, prendeva di sua iniziativa il
comando una sezione mitragliatrici rimasta senza Ufficiale e si
slanciava con risolutezza mirabile, contro il nemico che tentava
aggirare un fianco del battaglione. Con fuoco efficace a brevissima
distanza, valorosamente a rallentare la mossa dell’avversario finché
cadde gravemente ferito."


BARBIERI   ORESTE

MEDAGLIA D'ARGENTO
"Guidava con mirabile ardire la propria squadra, slanciandosi alla
testa dei suoi uomini, all’assalto di un trinceramento nemico ed
essendo caduto ferito, continuava ad incitare il dipendente a
persistere nell’azione dando così mirabile esempio di elevato
sentimento del dovere."


VALLISNERI EZIO

MEDAGLIA D’ARGENTO 
"Sopraffatto, insieme ad altri compagni, da forze superiori, si
difendeva accanitamente benché il nemico gli avesse intimata la
resa, e all’audacia di un Capitano nemico che gli puntava la
rivoltella sulla faccia, rispose con un colpo di baionetta
uccidendolo."


BOCEDI  PROSPERO

MEDAGLIA DI BRONZO 
"Soldato reggimento fanteria , n° matricola 1784. Facendo parte di una sezione mitragliatrici, era di bell’esempio ai compagni per slancio e ardimento. Con la sezione si avvicinava alla seconda línea nemica e mentre cercava una postazione per snidare alcuni avversari cadeva colpito a morte."

REGNANI  FLAVIO 

MEDAGLIA DI BRONZO 
"Con calma e serenità percorse l’intera fronte della propia compagnia per incitarla all’assalto e spinti innanzi i primi plotoni si lanciò fuori della trincea, per trascinare con l’esempio i rincalzi, coi quali avanzò finchè non cadde colpito a morte)


RINALDI UMBERTO 

MEDAGLIA DI BRONZO
"Addetto ad una compagnia di mitragliatrici, sotto il fuoco
avversario, di propria iniziativa, con la sezione di tiro si slanciava
in tempo su una posizione opportuna nei camminamenti da dove gli
avversari tentavano di aggirare le nostre truppe avanzanti e con il
tiro ben aggiustato infliggeva loro forti perdite costrigendone alla
resa un rilevato numero."



In ordine alfabetico i caduti scandianesi:
ALDINI  DAVIDE      
ALGERI  ALBERTO  
ALGERI  CESARE   
ALGERI  GEMINIANO  
ALMANSI  FELICE    
ALVISI  ANTONIO          
ANCESCHI BRUNO                
ARAVECCHI LAZZARO          
ARTIOLI FRANCESCO    
ARTIOLI  GIUSEPPE                     
BARBIERI CIRO                  
BARBIERI GLICEFORO       
BARBIERI  MARIO                 
BASENGHI CESARE 
BASENGHI GIOVANNI         
BASSI  ADELMO            
BASSI  FRANCESCO    
BASSI  GIOVANNI        
BASSI  ZELINDO              
BEDESCHI  ARTEMIO            
BEGGI  AURELIO           
BEGHI  GEMINIANO      
BERTANI  ERNESTO        
BERTARELLI  GUIDO 
BERTARELLI  LUIGI    
BERTOLINI GAETANO         
BIANCHINI PIETRO 
BOCCHI PROSPERO        
BOCEDI ALCIDE
BONACINI CLINIO 
BONACINI GIUSEPPE          
BONDAVALLI  ADOLFO              
BONDAVALLI  OLIVIERO          
BONDI  GUIDO 
BONDI  ULDERICO      
BONVICINI  GIUSEPPE      
BONVICINI  ORESTE 
BORETTI  ALFREDO           
BORGHI  PELLEGRINO
BORZIANI  GIOVANNI       
BRAGLIA  AUGUSTO       
BREVINI SILVIO  
BRUNETTA D'USSEAUX LUIGI  
BURANI  GIUSEPPE         
BURANI   LODOVICO        
CAITI  AURELIO             
CAMPANI   NATALE               
CANOVI  GIUSEPPE          
CAROLI  CESARE 
CAROLI GILBERTO           
CARRI   ENRICO               
CASOLARI   UBELDO            
CATELLANI   ALFREDO             
CATTANI  CARLO  
CATTANI  GIUSEPPE         
CAVAZZONI GIACOMO         
CIGARINI  RICCARDO          
COCCHI  GIACOMO         
CODELUPPI BASILIO         
CODELUPPI  LEOPOLDO         
COPELLI   CESARE 
CORBELLI GIULIO 
CORRADINI  DOMENICO        
CORRADINI   EMILIO 
CORRADINI  GIUSEPPE         
CROTTI ADELMO             
DALLOLI   LUIGI    
DELAITI ARTURO              
DUGONI  ALFREDO            
FANTINI  ALFREDO             
FANTINI  ALFREDO            
FANTUZZI  ARNALDO        
FANTUZZI  NINO    
FERRARI  AURELIO             
FERRARI  GIACOMO          
FERRARI   PIETRO 
FERRARI  PROSPERO        
FERRARI  TEOBALDO         
FERRETTI  LUIGI   
FIACCADORI  GIACOMO         
FII  ADOLFO     
FIORANI   GUGLIELMO      
FIORINI ARTURO             
FONTANA  GUGLIELMO
FONTANESI ALFREDO             
FONTANESI  ANACLETO        
FORNACIARI ANGELO           
FRANCIA CLEMENTE        
FRANZONI ARNALDO           
GABRIELLI  NORBERTO         
GANASSI  ANTERO            
GANASSI   GILBERTO           
GANASSI   GIOVANNI      
GANASSI   LUIGI   
GARLASSI  GIOVANNI        
GASPARI   LEANDRO         
GASPARINI  GIROLAMO     
GAZZOTTI  MARIO
GUIDOTTI  AMADIO           
IMMOVILLI  AMEDEO             
IMMOVILLI   ANGELO             
IORI  ALDO  
LIGABUE  ADELMO            
MAGNANI  FRANCESCO     
MALAGOLI  CARLO  
MANZINI  ARTEMIO            
MARZI  GIBERTO             
MATTIOLI   BATTISTA EMILIO            
MATTIOLI   ERNESTO 
MATTIOLI   GAETANO          
MATTIOLI  NARCISO             
MAZZACANI  BRUNO 
MENOZZI  AURELIO         
MENOZZI  ETTORE 
MERLI   ANGELO             
MONTANARI  GIUSEPPE        
MONTANARI  VINCENZO          
MUSSINI  RICCARDO       
NASI DOMENICO        
NOTARI  GIOVANNI       
OLMI  GIOVANNI BATTISTA    
ONFIANI  FERDINANDO 
PADERNI  ELISEO  
PEDRONI ARTEMIO           
PEDRONI  ULDERICO          
PELLA  GIUSEPPE        
PELLINI LINO      
PERVILLI  CARLO
PERVILLI  GIACOMO          
PERVILLI  VINCENZO          
PIETRANERA GIUSEPPE           
PIOPPI  BRUNO
PIOPPI  RICCARDO      
PRAMPOLINI  ADELFO               
PRAMPOLINI  EMILIO
PRANDI ERIO
PUGLIA  ACHILLE               
RICCHETTI  ELISEO  
RICCO'  VIRGINIO            
RINALDI  LAZZARO             
RINALDINI  ALFREDO            
RIVA GIUSEPPE          
RIVI  FULGENZIO     
RIVI  PAOLO 
ROMOLI  OLIVIERO        
ROMOLI  UMBERTO          
RONTANI MARCO               
ROSSI AURELIO     
ROSSI ERNESTO            
ROSSI EUGENIO            
ROSSI SANTE  
ROTA ERIBERTO           
RUOZZI CELSO  
RUOZZI EMIDIO                
RUOZZI FERDINANDO    
RUOZZI GIOACCHINO    
RUOZZI  VITTORIO          
SACCHI PIETRO                                
SACCHI VITTORIO            
SALARDINI  GIUSEPPE           
SALVARANI GIOVANNI         
SALVARANI  MARIO 
SARTORI  GIUSEPPE           
SASSI   BONFIGLIO       
SASSI   SISTO    
SCALABRINI  ALFONSO            
SECCHI  BRUNO 
SIMONAZZI  PRIMO 
SOLI  MANSUETO CIRILLO  
SOLOGNI   ERNESTO             
SPADONI   ALESSANDRO    
SPAGGIARI  SILVIO  
SPALLANZANI  ELISEO 
TADDEI RICCARDO          
TORELLI   LUIGI    
TORREGGIANI  ANTONIO          
TOSCHI  GERMANO         
VALERIANI  PRIMO 
VECCHI LUIGI   
VEZZANI VENERIO             
VOLTOLINI ULISSE  
ZAMBELLI FRANCESCO       
ZANNI  LORENZO            
ZANNONI AUGUSTO      
ZUCCOLI  MARCO