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| Articolo del Resto del Carlino del 5 maggio 2020 |
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domenica 17 maggio 2020
mercoledì 1 maggio 2019
FESTA DEI LAVORATORI: 120 ANNI FA SI FESTEGGIAVA PER LA PRIMA VOLTA NELLO SCANDIANESE
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| Foto di Pietro Artioli del 1875 |
Il primo socialista di Reggio Emilia era
uno scandianese, o meglio, un arcetano e si chiamava Pietro Artioli. Per le sue
idee e azioni, Artioli subiva diversi processi sia a Reggio che in altre città.
Quello che chiedevano, erano condizioni di lavoro più stabili e umane, una su
tutte le otto ore giornaliere.
Nel 1890 in
tutto il mondo, il primo maggio diventava la "giornata dei
lavoratori". A Reggio Emilia i socialisti distribuivano migliaia di
volantini per avvisare la popolazione dell’evento, ne riporto un passaggio: “Il
primo maggio 1890 segnerà uno dei più grandi avvenimenti della storia, perché
sarà quella, la prima volta che si vedranno i lavoratori di tutta la terra
uniti in un sol pensiero di fratellanza e di redenzione comune…” Si era deciso di organizzare un comizio
pubblico ma che poi, le autorità, negarono. Il clima era teso, soldati alle
porte della città, carabinieri e polizia per le strade ma nonostante le tante
restrizioni governative, alcuni lavoratori aderivano all'appello e
passeggiavano per le strade. I lavoratori reggiani che affluivano a Reggio in
quel 1° maggio, che era davvero il primo in tutti i sensi, erano circa un
migliaio.
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| Articolo della Gazzetta di Reggio del 1 maggio 2019 |
mercoledì 10 aprile 2019
L'11 APRILE 1904, AL CONGRESSO DEL PSI A BOLOGNA, ENRICO FERRI VENIVA ELETTO SEGRETARIO
Oggi nel 1904 si concludeva l'ottavo congresso del Partito Socialista Italiano.
Si teneva a Bologna, nei giorni 8 - 9 - 10 e 11 aprile presso il Teatro Comunale Bibiena. Partecipavano quasi 900 delegati in rappresentanza di oltre 30000 iscritti. Si scontravano sostanzialmente due correnti di pensiero, quella riformista di Leonida Bissolati e quella massimalista e rivoluzionaria di Arturo Labriola. A sostegno di quest'ultimi confluiva anche la corrente di Enrico Ferri e proprio lui, usciva vincitore del Congresso. I riformisti aveva perso.
Tra i delegati c'era l'arcetano Pietro Artioli, primo socialista di Reggio Emilia, che in quel congresso sposava le posizioni riformiste di Leonida Bissolati. Tornato da Bologna, Artioli incontrava i compagni di Arceto a cui spiegava le ragioni del suo voto e il circolo arcetano approvava all'unanimità la sua condotta.
domenica 7 ottobre 2018
GRANDE PARTECIPAZIONE PER LA CONFERENZA SU PIETRO ARTIOLI
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| Locandina della Conferenza |
Sabato pomeriggio, presso la Sala del consiglio comunale, si è svolta la conferenza su Pietro Artioli.
Artioli è stato il primo socialista di Reggio Emilia e primo amministratore di Scandiano con quelle idee.
Insieme all'On Mauro Del Bue abbiamo illustrato il personaggio, partendo dalle sue prime iniziative fino ad arrivare alla Grande Guerra. Una vita, quella di Artioli, fatta di grandi ideali e valori, sicuramente il personaggio scandianese più importante tra la fine dell'800 e il primo '900.
Una conferenza che inizialmente ritenevo di nicchia, essendo che si parlava nello specifico di una persona e di un argomento preciso, invece si è trasformata in una iniziativa sentita e partecipata. In poco tempo infatti, ho visto la sala riempirsi e la gente continuare ad arrivare anche durante la conferenza.
La riscoperta di questo grande personaggio non poteva avvenire in contesto migliore: nella sala istituzionale per eccellenza, la sala del consiglio comunale e davanti ad un folto pubblico.
Per chi volesse approfondire la figura di Pietro Artioli, può trovare la sua biografia nel libro "SCANDIANO e la Grande Guerra".
L'iniziativa è stata organizzata dall'Associazione Terra e Identità e dalla Pro Loco di Scandiano.
| Foto della sala di Mauro Barbieri |
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| Foto della sala di Alberto Bertolani |
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| Foto di Alberto Bertolani: L'Assessore di Scandiano Alberto Pighini che porta i saluti dell'Amministrazione |
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| Foto di Alberto Bertolani: Da sx l'On Mauro Del Bue e Marco Montipò |
martedì 1 maggio 2018
FESTA DEI LAVORATORI: 119 ANNI FA, PIETRO ARTIOLI PORTAVA LA FESTA DEL 1° MAGGIO NELLE TERRE DEL BOJARDO
Verso la fine dell' '800, lavoratori da tutta Italia e del mondo, chiedevano condizioni di lavoro più stabili e umane. Scioperi e tumulti, per decenni riempivano le pagine di cronaca dei giornali, infatti, la repressione dei governi, compreso quello italiano, spesso finiva tristemente nel sangue. In questo contesto si muovevano quei pionieri, che animati da nobili ideali e per l'emancipazione della classe lavoratrice, provavano anche a Reggio Emilia e nel reggiano, a portare questa ondata di cambiamento.
Il primo socialista di Reggio Emilia era uno scandianese, o meglio, un arcetano: Pietro Artioli.[1]
Reggio Emilia e soprattutto la zona della bassa reggiana, rispondevano alla chiamata. Le idee socialiste aprivano una breccia e piano piano si radicavano tra le genti. In generale si chiedevano condizioni di lavoro più stabili e umane, una su tutte le otto ore giornaliere.[2] Nel 1890 in tutto il mondo, il primo maggio diventava la "giornata dei lavoratori". A Reggio Emilia, una piccola realtà nel cuore dell'Emilia, seppur le tante restrizioni governative, alcuni lavoratori aderivano all'appello e passeggiavano per le strade. Scriveva il giornale socialista La Giustizia "Si sapeva che, in seguito liberalissimi ordini governativi, noi socialisti avevamo assolutamente rinuziato al grande comizio, che doveva tenersi sotto la tettoia del mercato...". I lavoratori reggiani che affluivano a Reggio in quel 1° maggio, che era davvero il primo in tutti i sensi, erano circa un migliaio. Anche in alcune località della provincia prendevano vita manifestazioni e balli per festeggiare quella data, spesso, sotto la supervisione di carabinieri e soldati con la baionetta inserita.
Articolo del giornale La Giustizia in cui annuncia i festeggiamenti del Primo Maggio, anno 1880
A Scandiano ci vorranno ancora alcuni anni prima che il Primo Maggio animava la cittadina bojardesca, infatti gli scandianesi diffidavano dalle novità reggiane, come nel periodo delle insorgenze, in cui Scandiano fu una delle poche cittadine a voltare le spalle a Reggio.[3]Sarà "solo" nel 1899 che il Primo Maggio veniva festeggiato a Scandiano. Scriveva il giornale La Giustizia “Vi annunzio con piacere che anche in questa morta gora venne solennizzato il Primo Maggio con una cordialissima riunione a Chiozza, alla quale intervenne un centinaio di persone e dove parlarono applauditissimi i compagni Artioli e il maestro Cerlini, eccitando calorosamente i presenti alla propaganda e all’organizzazione operaia…” Questi cento scandianesi, capitanati da Pietro Artioli, sono i fautori di tale giornata nei territori dei Bojardo. Questo Primo Maggio, distante 119 anni da quel lontano 1899, lo dedico a loro, che con il loro coraggio hanno scritto quel pezzettino di storia, che unito alle tante altre piccole storie locali sparse per l'Italia, costruiscono la nostra Grande storia Nazionale.
[1] MARCO MONTIPO’ SCANDIANO e la Grande Guerra. 2018. Pag 199[2] Le 8 ore giornaliere furono introdotte molti anni più tardi, infatti sarà il Regio Decreto del 15 marzo 1923 a sancire questa importante conquista.[3] MARCO MONTIPO’ Il Ducato Terre Estensi L’albero della libertà a Scandiano. N°42, Ottobre/Dicembre 2015 Pag 82-83
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