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sabato 2 giugno 2018

TERZA GUERRA D'INDIPENDENZA: GLI SCANDIANESI ARRUOLATI TRA LE CAMICIE ROSSE DI GARIBALDI


Il Generale Giuseppe Garibaldi rimane una di quelle figure mitologiche, non un comune mortale ma un uomo destinato a vivere per sempre nell’immaginario collettivo. Sulle sue imprese e avventure hanno scritto infiniti libri, che leggendoli, lasciano letteralmente senza fiato il lettore facendogli rivivere ancora una volta quelle storie divenute leggende. Garibaldi nonostante fosse un uomo solitario ha travolto l’Italia intera e ogni città infatti ha vantato la sua venuta, anche Reggio Emilia che con una Lapide (tutt’ora esistente) menziona come il Generale abbia dormito nella città del tricolore, si legge "A ricordare che nell'anno 1859 adì 18 agosto ebbe qui stanza GARIBALDI..." Scandiano gli ha dedicato una delle vie più importanti del paese, quella che entrava da porta Montanara (ora non più esistente) e che si addentrava nel cuore della cittadina, Corso Garibaldi appunto.


Ritratto di Corso Garibaldi da Porta Montanara e Lapide di Garibaldi a Reggio Emilia

Garibaldi ha avuto diversi scandianesi che l’hanno seguito sia idealmente che con le armi. Tra i primi troviamo Pietro Artioli, arcetano e primo socialista di Reggio Emilia.
Artioli nel 1873 fondava nel reggiano il primo giornale di stampo internazionalista e socialista L'Iride e proprio ad Artoli, Garibaldi, scriveva una lettera in cui esortava i cittadini reggiani e scandianesi a diffidare dai preti:“Caro Artioli, dite ai nostri operai che liberino l’anima dal prete e si potrà allora avere libertà materiale…”. Sempre Artioli   nel 1888, in veste di Assessore del Comune di Scandiano, inaugurava la lapide commemorativa al "vecchio amico" Garibaldi. Inizialmente murata nella Torre dell’Orologio e oggi esposta su Corso Vallisneri nella facciata del Municipio. .


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Pietro Artioli nel 1873  e foto dell torre dell'orologio con ancora la Lapide di Garibaldi


Garibaldi fu anche un capo militare, lui che l’Italia la fece con i fucili di tutta la penisola. Nei suoi ranghi durante le guerre d’indipendenza marciarono diversi scandianesi come: Almansi Felice, Bigi Domenico, Caroli Paolo, Almansi Eugenio, Beggi Clemente, Navalotti Matteo, Zannoni Giovanni, Cappelli Angelo. Oppure come Beggi Sante e Luigi Menozzi che entrambi partivano tra i volontari garibaldini nella Campagna di Guerra 1866, conosciuta anche come Terza Guerra d’Indipendenza. Beggi aveva appena diciottanni mentre Menozzi solo sedici. Quel conflitto nasceva per volontà della Prussia che insieme all'Italia, cercava di contenere l'espansione austriaca. Dopo avere siglato un alleanza con il Regno d'Italia, la Prussia attaccava l'Austria, era il 15 giugno 1866. Subito dopo, come d'accordi, scendeva in campo anche l'Italia che attaccava l'Austria su due fronti: l'esercito regolare in Veneto, Garibaldi e i suoi garibaldini in Trentino. In quella campagna di guerra, gli unici ad ottenere successi militari furono proprio quei garibaldini, che nonostante erano mal equipaggiati, vincevano sul campo le truppe austriache. Negli ambienti militari dicevano “per sorvegliare ventimila garibaldini occorrono quarantamila regolari” direi che avevano proprio ragione. Tra quei volontari c’era anche lo scandianese Domenico Beggi che appena ventunenne veniva arruolato come soldato nella 12° Compagnia Corpo Volontari Italiani e partiva con il leggendario Generale. I garibaldini avevano fucili scadenti e senza divise, i più fortunati indossavano la “famosa” camicia rossa. Queste mancanze erano dovute alle direttive dell’alto comando militare italiano che disprezzava fortemente Garibaldi e i suoi uomini. Nelle regole d'ingaggio infatti, facevano di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote, scriveva Garibaldi di quei momenti: "Non si parlava di cannoni: i volontari pensino a prenderseli, e i soliti catenacci, non le buone carabine di cui già era fornito l'esercito. Parsimonia miserabile nel vestiario, per cui molti militi andarono al nemico vestiti da borghesi. Infine le solite miserie, a cui hanno assuefatto i nostri volontari le cariatidi della monarchia." Il Reggimento di Domenico Beggi dopo averlo ispezionato Garibaldi in persona, risultava che “più di un terzo dei suoi uomini erano mezzi nudi e senza fucili.”  Nonostante l'aperta ostilità del Comando italiano i volontari si moltiplicavano e da tante città italiane, compresa Scandiano, partivano a migliaia. Alla vigilia della guerra, il Corpo Volontari Italiani contava oltre quarantamila soldati e nonostante tutto, sarà l'unico a vincere sul campo il nemico arrivando fino alle porte di Trento.


Domenico Beggi in divisa da garibaldino

L'esercito regolare italiano invece, nonostante la superiorità e ben armato, subiva umilianti sconfitte, come a Lissa e Custoza. Proprio su quest’ultima Garibaldi si scagliava contro La Mormora a cui dava la responsabilità della sconfitta: “condotta dal gesuitismo in veste marziale essa fu trascinata in una cloaca di umiliazioni.” Il 26 luglio 1866 Prussia e Austria firmavano l'armistizio e il Re Vittorio Emanuele II sapendo di non potere continuare la guerra senza la Prussia, aderiva all'armistizio siglato tra le due potenze. Il 9 agosto 1866 La Mormora telegrafava a Garibaldi per dirgli che  era stato firmato l’armistizio e che i suoi volontari dovevano lasciare il Trentino, scriveva: “Considerazioni politiche esigono imperiosamente la conclusione dell'armistizio, per il quale si richiede che tutte le nostre forze si ritirino dal Tirolo. D'ordine del Re, ella disporrà quindi in modo, che per le ore 4 antimeridiane di posdomani 11 agosto, le truppe da lei dipendenti abbiano ripassato le frontiere del Tirolo. Il generale Medici ha da parte sua cominciato il movimento. Voglia accusarmi ricevuta del presente dispaccio.” Garibaldi vedeva davanti a se le porte di Trento. I suoi volontari mal equipaggiati erano arrivati vittoriosi fino a qui ma gli ordini erano ordini e lui rispondeva con il famoso “OBBEDISCO”


martedì 9 gennaio 2018

VITTORIO EMANUELE II: NELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE, IL RICORDO SCANDIANESE DEL RE SOLDATO

Vittorio Emanuele II

Oggi nel 1878 dopo alcuni giorni di forte febbre moriva Vittorio Emanuele II.
Passerà alla storia per avere liberato e unito l'Italia, sapendo amalgamare intelligentemente, la diplomazia di Cavour e la spada irrequieta di Garibaldi.
Oggi la sua figura si erige sul maestoso cavallo in bronzo al centro del monumento d'Italia: L'Altare della Patria.

Gli scandianesi sappiamo che in suo nome parteciparono alle battaglie risorgimentali e proprio loro, con il Battaglione di Scandiano, facevano da scorta al Re soldato Vittorio Emanuele II per la sua venuta a Reggio Emilia. Dopo la sua morte in tutta la penisola fu una corsa a intitolargli vie, piazze e monumenti. Reggio Emilia, per esempio, gli dedicò la piazza più importante del paese, Piazza del Duomo (oggi Piazza Prampolini).  Scandiano invece lo consacrava con una Lapide che fu poi affissa sulla facciata del Municipio (tuttora presente).

Lapide di Vittorio Emanuele II davanti il Municipio di Scandiano

Nonostante la lapide venne realizzata in occasione del decennale della morte del Re (1888 come viene riportato anche sulla lapide stessa) fu inaugurata solo nel 1890. Quel tempo Scandiano era amministrato dall’ultimo personaggio del risorgimento, il Sindaco Ing. Braglia Romualdo e popolato da circa 8000 persone. Il 20 settembre 1890 fu il giorno prescelto per inaugurare la lapide e già dalle prime ore del mattino le vie scandianesi brulicavano di persone. Alle 10 del mattino veniva scoperta la Lapide sotto le note della Marcia Reale, suonata dalla banda municipale. Per l’occasione presenziava il Senatore del Regno e generale Damiano Assanti. Inoltre erano presenti: il Sindaco di Scandiano e tutta la giunta, i sindaci di Casalgrande e Viano, le associazioni dei reduci, le autorità provinciali e militari, il distaccamento dell’Accademia di Modena e tanti altri. Per l'amministrazione e, a nome di tutti gli scandianesi, parlava l'assessore Riva che elogiò la figura del Re e delle sue imprese per liberare la Patria dal dominio straniero e infine ringraziava tutte le autorità e la cittadinanza presente.

Si legge sulla Lapide "Al gran Re e soldato - Padre della Patria - VITTORIO EMANUELE II - che Roma pontificia - fé capitale d'Italia - Gli scandianesi - 1888" . Finita la cerimonia, l'amministrazione offrì un banchetto ai presenti che per tutto il giorno animavarono il paesello. Verso sera Corso Vallisneri e Piazza Spallanzani furono appositamente illuminate e in quest'ultima, la banda musicale suonò per tutta la serata canzoni patriottiche davanti una popolazione festante.

Riporto le cronache che riassumono quel giorno di festa: “Il 20 settembre 1890 resterà nel cuore degli scandianesi fra i ricordi più fausti poiché nel commemorare una delle date della storia del nostro riscatto, ha degnamente ricordato il primo soldato dell’indipendenza il primo fattore del nazionale risorgimento.”

domenica 7 maggio 2017

Nel maggio del 1839 nasceva Giuseppe Almansi, uno scandianese che fece l'Italia.

Immagine della "famosa" Battaglia del Volturno, a cui Giuseppe Almansi partecipò


Nel maggio del 1839 nasceva l'ebreo scandianese Giuseppe Almansi. Ardito Patriota di pensiero filopiemontese, spese tutto se stesso nelle guerre risorgimentali per l'unità d'Italia.

Appena ventenne partì volontario per andare in aiuto al Generale Giuseppe Garibaldi e i suoi famosi "1000". Si arruolò nella "Brigata Sacchi" che contava oltre 2000 volontari. Tale brigata si adoperò per l'attraversata dello stretto di Messina e sempre loro furono l'avanguardia nell'avanzata in Calabria. Partecipò alla Battaglia di Santa Maria Capua Vetere e sempre lo scandianese Giuseppe Almansi sarà tra quei volontari che vide in prima persona la capitolazione dell'esercito Borbonico.
Medaglie e attestati Reali gli attribuiranno il merito avuto per l'Unità d'Italia e fino ai suoi ultimi giorni li conservò con orgoglio. Tornato a Scandiano si dedicò al Tempio israelitico cittadino.

Foto dell'antico Ghetto ebraico scandianese


Moriva nel febbraio del 1906 e nella Lapide del cimitero ebraico di Scandiano riporta l'epigrafe "A perenne memoria di Giuseppe Almansi, volontario garibaldino,sposo e padre esemplare. Dette tutto se stesso alla Patria e alla famiglia. La moglie e le figlie Maggio 1839 - Febbraio 1906"

mercoledì 7 gennaio 2015

7 GENNAIO FESTA DEL TRICOLORE: DEDICO QUESTA GIORNATA AI TANTI SCANDIANESI CHE HANNO COMBATTUTO DURANTE IL RISORGIMENTO PER FARE NASCERE L'ITALIA





FINO AI MOTI DEL 1830/31


1    ALMANSI MARCO                                Emigrato dopo i moti del 1831
2    ARDUINI BERNARDO                          Amnistiato nel aprile/maggio 1831
3    BARCHI GIOVANNI BATTISTA          Amnistiato nel aprile/maggio 1831
4    BELLOLI CRISTOFORO                       Condanna a 3 annidi carcere nel 1822
5    BELLOLI RINALDO                              Arrestato nel 1831
6    BERGONZI GIUSEPPE                          Condannato a 7 anni nel 1831 (morto in esilio)
7    BRAGLIA GAETANO                            Menzionato nelle fonti come profugo insorgente
8   CAROLI ADEATO                                  Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
9   CAROLI LAZZARO                                Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
10  CAROLI PETRONIO                             Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
11  CHIESI GIUSEPPE                                 Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
12  CORRADINI VINCENZO                     Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
13  DELAITI DOMENICO                           Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
14  FERRARI ANGELO                               Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
15  GALLINGANI GIUSEPPE                     Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
16  GAMBARELLI GIOVANNI                   Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
17  LEI ANTONIO                                        Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
18  NUVOLETTI LUIGI                                Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
19  RESIGNANI FELICE                              Menzionato nelle fonti come profugo insorgente
20  STORCHI CAMILLO                              Emigrato dopo i moti del 1831
21  STRUCCHI GIUSEPPE                           Amnistiato nell’aprile/maggio 1831
22  ZANTI GIUSEPPE                                   Amnistiato nell’aprile/maggio 1831



PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA

1      BRAGLIA GIOVANNI                                  (campagna 1848/49)
2      PATRONCINI GIOVANNI                           (campagna 1848/49)
3      PATRONCNI GIUSEPPE                              (campagna 1848/49)



SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA

1     ALMANSI EUGENIO                               2°e 3°guerra    (campagna 1859/66)
2     ALMANSI FELICE                                   2°e 3°guerra    (campagna 1859/66)
3     ALMANSI GIUSEPPE                              2°      guerra     (campagna 1859/60)
4     BEGGI ANTONIO                                    2°      guerra     (campagna 1859/60)
5     BIGI CRISTOFORO                                 2°      guerra     (campagna 1859/60)
6     BONDAVALLI LUIGI                               2°      guerra    (campagna 1859/60)
7     CAGLIARI LAZZARO                              2°      guerra     (campagna 1859/60)
8     CAPELI GAETANO                                  2°      guerra     (campagna 1859/60)
9     GILIOLI GIOVANNI                                 2°      guerra    (campagna 1859/60)
10   MAGNANI RICCARDO                           2°      guerra     (campagna 1859/60)
11   MORINI ANTONIO                                  2°      guerra    (campagna 1859/60)
12   PETINELLI ROBERTO                              2°      guerra    (campagna 1859/60)
13   PICCININI OMOBONO                            2°      guerra    (campagna 1859/60)
14   TOSCHI ANTONIO                                   2°e 3°guerra    (campagna 1859/66) e campagna agro romano (1867)
15    VACONDIO LUIGI                                   2°      guerra    (campagna 1859/60)
16   VALENTINI SALLUSTIO                          2°      guerra    (campagna 1859/60)
17   VANDELLI GIULIO                                   2°      guerra    (campagna 1859/60)
18   ZANNONI FRANCESCO                          2°      guerra    (campagna 1859/60)
19   ZIVIERI ACHILLE                                     2°      guerra    (campagna 1859/60)
20   ZIVIERI EUGENIO                                    2°      guerra    (campagna 1859/60)



TERZA GUERRA D’INDIPENDENZA


1   ALGERI VENCESLAO                                     CAPORALE (campagna 1866)
2   ALMANSI EMANUELE                                                 (campagna 1866)
3   ALMANSI GIUSEPPE                                                     (campagna 1866)
4   BAROZZI ANDREA                                                        (campagna 1866)
5   BEGGI DOMENICO                                                        (campagna 1866)
6   BEGGI SANTE                                                                (campagna 1866)
7   BENEVELLI GIUSEPPE                                    SOLDATO   (campagna 1866)
8   BERTOLANI LEONARDO                                SOLDATO   (campagna 1866)
9   BIGI CLEMENTE                                                                  (campagna 1866)
10 BIGI DOMENICO                                                             (campagna 1866)
11  BIGI VIRGINIO                                                                (campagna 1866)
12  BOCEDI GAETANO                                           SOLDATO   (campagna 1866)
13  BRINI DOMENICO                                            SOLDATO   (campagna 1866)
14  CAPPELLI VINCENZO                                     SERGENTE   (campagna 1866)
15  CERLINI CRISTOFORO                                    SERGENTE   (campagna 1866)
16  CURTI DOMENICO EUGENIO               CAPORALE FURIERE (campagna 1866)
17  CAROLI PAOLO                                       (campagna 1866) e campagna agro romano (1867)
18  CAVAZZOLI FELICE                                           CAPORALE (campagna 1866)
19  DELAITI PIO                                                                      (campagna 1866)
20  FANTUZZI BENEDETTO                                                        (campagna 1866)
21  FERRARI GIUSEPPE                                                                (campagna 1866)
22  GANASSI PIETRO                                                                     (campagna 1866)
23  GHIACCI ALMERINGO                                                           (campagna 1866)
24  GHIACCI LUIGI                                                                          (campagna 1866)
25  GUIDETTI FELICE                                                                     (campagna 1866)
26  LIGABUE EUGENIO                                                   SOLDATO   (campagna 1866)
27  LUSETTI GIOVANNI                                                   SOLDATO   (campagna 1866)
28  MATTIOLI MARCELLO                                                                     (campagna 1866)
29  MONTANARI FLAMINIO                                                         (campagna 1866)
30  MONTELAGHI ENRICO                                                     (campagna 1866)
31  MONTIPO’ ANGELO                                             SOLDATO   (campagna 1866)              
32  MORSIANI DOMENICO                                                      (campagna 1866)              
33  NUVOLETTI MATTEO                                          SOLDATO   (campagna 1866)            34  PADERNI GIUSEPPE                                            SOLDATO   (campagna 1866)              
35  PIGNIGNOLI GIUSEPPE                                                     (campagna 1866)              
36  PILATI DOMENICO                                                            (campagna 1866)              
37  PILATI EUGENIO                                                  SOLDATO   (campagna 1866)              
38  PRANDI NATALE                                                                (campagna 1866)              
39  SCALABRINI CESARE                                     CANNONIERE  (campagna 1866)              
40  STORCHI ELIGIO                                                         SOLDATO   (campagna 1866)
41  VACONDIO FORTUNATO                                         SOLDATO   (campagna 1866)
42  VALCAVI LUIGI                                                                  (campagna 1866)
43  VALENTI GIUSEPPE                                             SOLDATO   (campagna 1866)
44  ZAMBONI LUIGI LUIGI                                             SOLDATO   (campagna 1866)
45  ZANNONI GIOVANNI                                                        (campagna 1866) e campagna agro romano (1867)












*Dati presi sul sito www.istoreco.re.it