martedì 11 febbraio 2020

GRANDE GUERRA: INCONTRO CON LE SCUOLE MEDIE

Mercoledì 4 febbraio ho tenuto un incontro presso le scuole medie di Arceto. Erano presenti le tre classi del terzo anno e abbiamo parlato della Grande Guerra e di cosa accadde a Scandiano durante il conflitto. Quanto successo a Scandiano è una pagina di storia sconosciuta anche agli stessi scandianesi.


Gli alunni/e hanno ascoltato con interesse le storie che portarono Scandiano ad essere un punto di riferimento nazionale . Fino al novembre del 1917, infatti,  ci fu uno dei campi di prigionia più grandi d'Italia e successivamente si insediò il Deposito dei Bombardieri del Re che misero di fatto le basi per Vittorio Veneto. Due storie eccezionali che ho raccontato riportando le testimonianze dei protagonisti e mostrando i documenti ritrovati negli archivi. Nonostante la Grande Guerra rappresenti uno dei momenti più bui della storia contemporanea a Scandiano si scrissero pagine di assoluto valore e dai prigionieri ai bombardieri, la benevolenza e l'umanità regnarono nonostante tutto.



 Devo dire che è sempre un emozione tenere incontri e conferenze ma ammetto che farlo davanti agli studenti è qualcosa di ancor più emozionante. Trasmettere qualcosa a questi ragazzi/e e soprattutto renderli più consapevoli del nostro passato, gratifica le tante ore investite in archivi e biblioteche per riportare alla luce le storie dei nostri bis-nonni e nonni. Il nostro passato è un patrimonio storico di assoluto valore che dobbiamo preservare con cura e tramandare di generazione in generazione. Abbiatene cura di questa storia che vi ho tramandato, è anche la vostra.

domenica 10 novembre 2019

CONFERENZA SUL COMANDANTE DEI BOMBARDIERI ARNALDO LAMBERTINI

Stamattina 10 novembre, alle ore 11, presso la sala del consiglio comunale di Scandiano (RE), si è svolta la conferenza sul Comandante dei Bombardieri del Re  e cittadino onorario scandianese Arnaldo Lambertini.

Arnaldo Lambertini in divisa di Tenente Colonnello
Lambertini fu tra i fautori di tale specialità del Regio Esercito e nel febbraio del 1916 istituì il Deposito dei bombardieri di Nervesa. Dopo la disfatta di Caporetto, Lambertini e i suoi Bombardieri vennero a Scandiano e qui diedero un fondamentale contributo per la riscossa di Vittorio Veneto tant'è che anche nell'ultima pubblicazione dello storico (da poco scomparso) Arrigo Petacco (CAPORETTO edito da Mondadori nel 2017), Scandiano viene menzionato come uno dei centri di riordino del esercito italiano.

Lambertini durante la sua permanenza nello scandianese, aiutò la popolazione locale su diversi ambiti, come nell'aiuto nei campi, nella costruzione di strade e pozzi e non ultimo, per la promozione di attività sportive e culturali . Proprio Lambertini, infatti, organizzò diverse iniziative legate alla cultura e portò a Scandiano anche il bombardiere e Poeta, Tommaso Filippo Marinetti che tenne una conferenza davanti a moti cittadini e circa 300 ufficiali. Scrisse Marinetti di quel giorno:"Tengo la conferenza nella sala del Municipio, folla di ufficiali, circa 300. Vengono molte signore e signorine alle quali cedono il posto gli ufficiali bombardieri che si accalcano in fondo in piedi. Un caldo enorme. Improvviso brillantemente. Sono in vena...Applausi continui interrompono il mio discorso. Attacco il Vaticano. Parlo di un anticlericalismo futurista feroce per il dopo guerra. Ovazione finale."
Sempre Lambertini costituì anche una squadra di calcio "I Bombardieri" che giocarono contro diverse formazioni tra cui la Reggiana e la Scandianese. Scriveva un quotidiano reggiano di queste partite: "Plaudiamo alla solerte opera dell'Egregio colonnello comandante il deposito bombardieri che tanto incita queste belle giornate di sano sport."
I bombardieri di Lambertini vennero utilizzati anche per lavorare i campi nei territori di Scandiano, Viano, Casalgrande, perché le famiglie avevano i loro uomini al fronte e non potevano svolgere tali lavori. Dagli archivi comunali ho potuto accertare l'utilizzo di oltre un centinaio di soldati che furono utilizzati tra il marzo e l'aprile del 1918.
Infine, i soldati di Lambertini costruirono anche lattrine, strade e pozzi d'acqua. Uno di quest'ultimi fu in onore proprio dei bombardieri ed era a forma di bombarda. La piazza che ospitava il pozzo prese il nome di Piazza dei Bombardieri.

Piazza del Bombardiere. Anno 1919
Un Comandante che si fece voler bene dai suoi soldati e lo dimostra anche la pergamena che gli donarono i suoi ufficiali nell'anniversario del primo anno di costituzione del deposito. Venne definito come un padre dai suoi sottoposti. Si legge:"Al Maggior Cav. Arnaldo Lambertini - che fiso lo sguardo alla meta radiosa - le insigne doti dell'animo e della mente - tutte con intelletto d'amore profonde - a far del Deposito dei Bombardieri - qui da lui con modesta e solerte opera istituito - la fucina ove a migliaia si formano gli animosi vindici del diritto d'Italia - gli ufficiali del Deposito - nel primo anniversario della fondazione - più come a padre che a come superiore - in segno di affettuosa reverenza. Nervesa 1 febbraio MCMXVII".


Foto pergamena donata a Lambertini dai suoi Ufficiali. Archivio Fam. Lambertini.

La figura di Arnaldo Lambertini per tanto tempo dimenticata dalla stessa storiografia militare, si è riscoperta grazie alle ricerche di Marco Montipò, pubblicate poi nel libro "SCANDIANO e la GRANDE GUERRA", che hanno portato addirittura alla apertura di una pagina dedicata nella famosa e prestigiosa enciclopedia italiana Treccani. Qui li link:http://www.treccani.it/enciclopedia/arnaldo-lambertini/
Tornando a Lambertini e al suo legame con Scandiano, il suo grande aiuto alla popolazione scandianese non passò certo inosservato e nel novembre 1919, prossimo alla sua partenza da Scandiano, gli fu concessa la cittadinanza onoraria. In occasione del Centenario di tale concessione, si è organizzata una conferenza in cui si è illustrata la figura del militare e dell'uomo Arnaldo Lambertini.

Locandina dell'evento su Arnaldo Lambertini

La conferenza è stata molto partecipata e la sala del consiglio comunale in brevissimo tempo si è riempita di persone. Hanno partecipato anche la Famiglia Lambertini Pansini, il Sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, l'Assessore di Scandiano Matteo Caffettani, il Presidente del Consiglio di Casalgrande Marco Cassinadri, l'Assessore di Casalgrande Vanni Sgaravatti e anche le Associazioni del territorio tra le quali:  bersaglieri, carabinieri, croce rossa, proloco, confesercenti e confocommercio.
Per l'occasione si è allestita anche una mostra con il materiale documentale e fotografico della Fam. Lambertini e del Comune di Scandiano. Un ora di conferenza piacevole e coinvolgente che ha lasciato un bel ricordo di questo grande uomo e soldato.

Foto della sala del consiglio comunale vista dai relatori. Scatto di Marco Montipò

Introduzione storica sui Bombardieri del Re di Paolo Rodolfo Carraro. Scatto di Mauro Barbieri

Foto della sala del consiglio comunale. Scatto di Marco Montipò

Foto della sala del consiglio comunale. Scatto di Marco Montipò

Foto dal pubblico di Marco Montipò in piedi durante la conferenza. Scatto di Alessandro Zanni
Foto pergamena concessa a Lambertini nel momento del conferimento della cittadinanza onoraria. Scatto Mauro Barbieri
Foto volantino con scritto l'Inno del bombardiere. Scritto da Lambertini per i congedati. Scatto Mauro Barbieri.

Foto di Scandiano e di alcune licenze di bombardieri stanziati a Scandiano. Scatto Mauro Barbieri

Foto della mostra documentale e fotografica sui bombardieri e Lambertini. Scatto di Marco Montipò

Foto album fotografie dei bombardieri di Lambertini. Scatto Mauro Barbieri






lunedì 30 settembre 2019

GRANDE SUCCESSO PER LA CONFERENZA SULL'IMPRESA DI FIUME

Foto inizio conferenza sui reggiani nell'Impresa di Fiume
Una sala gremita ieri mattina alla biblioteca Panizzi per la conferenza sull'Impresa di Fiume. 

Il primo a parlare è stato il Prof. Ciro Romano che ha illustrato l'avventura fiumana nella sua complessità, contestualizzandola nel periodo storico. Inoltre, sempre Romano ha raccontato della figura di D'Annunzio e delle motivazioni che lo portarono a realizzare una delle imprese più epiche della storia d'Italia. 

Io invece ho esposto il frutto di un lungo lavoro di ricerche fatte nei diversi archivi, tra i quali, quello di Stato di Reggio Emilia, Modena e non ultimo, quello del Vittoriale degli Italiani. Con i documenti ritrovati ho potuto riportare alla luce i nomi di quei reggiani che parteciparono all'Impresa, che secondo i dati ritrovati furono circa una ventina. Tra questi ho raccontato la storia di Giuseppe Sorrivi, il prigioniero di Caporetto divenuto Legionario e Renzo Chierici, figlio del noto pittore e socialista Gaetano Chierici, che nell'Impresa ebbe addirittura anche un ruolo di Comando. Ma non solo, ci fu anche chi partì non ancora maggiorenne, come Ferri Roberto che classe 1902, appena diciassettenne, partì per Fiume e si arruolò nella "disperata" la guardia personale del Vate.  

Foto della sala durante la conferenza vista dai relatori
Il sostegno reggiano a d'Annunzio non fu solo con i legionari ma ebbe l'appoggio anche di personaggi i cui nomi erano legati alla politica e alla cultura reggiana, come: Vittorio Cottafavi, Virginia Guicciardi e Naborre Campanini. Queste persone si prodigarono per sostenere l'Impresa sia prima che durante, con raccolte fondi e conferenze. Virginia Guicciardi inoltre, insieme alle donne reggiane del "fascio femminile", nell'estate del 1920 ospitò 12 bambine fiumane. Questo è tanto altro ho è stato raccontato durante la conferenza. Per approfondire l'argomento e scoprire quanto è successo nel reggiano, sono a segnalare, come già ho detto durante la conferenza, che la storia dei reggiani nell'Impresa di Fiume sarà pubblicata nel prossimo numero della prestigiosa rivista Reggio Storia che uscirà nel mese di ottobre. 

Con queste ricerche si è potuto colmare un vuoto della storiografia reggiana e sono sicuro che questo contributo potrà aiutare a completare la complessa storia del nostro paese e della nostra città. 

Ringrazio la biblioteca Panizzi per l'invito e per avere organizzato questo evento e ringrazio soprattutto i partecipanti perché non è affatto scontato vedere tante persone in una domenica mattina di sole, partecipare ad un incontro di storia, anzi, purtroppo di solito è l'esatto contrario. Grazie davvero.







domenica 8 settembre 2019

CENTENARIO IMPRESA DI FIUME: CONFERENZA PRESSO LA BIBLIOTECA PANIZZI

La biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, in occasione del Centenario dell' impresa dannunziana di Fiume, ha organizzato per domenica 29 settembre una conferenza in cui si racconta di quell'avvenimento. Tra i relatori c'è il Prof. Ciro Romano, docente dell'Università di Napoli, che racconta dell'impresa nel suo insieme e lo scrittore Marco Montipò che rivela le sue recenti ricerche sui reggiani che hanno preso parte all'avventura del Vate.

Per ulteriori informazioni cliccare qui: http://panizzi.comune.re.it/Sezione.jsp?idSezione=2042481583



Locandina ufficiale dell'evento



sabato 20 luglio 2019

IL 27 LUGLIO 1919 SI INNALZAVA IL PRIMO MONUMENTO D'ITALIA AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA

Conclusa la Grande Guerra in tutto il mondo si faceva la drammatica conta dei morti. Circa 10 milioni di soldati perirono in quel conflitto di cui 650 mila  italiani.

Oggi girando da nord a sud per l'intero paese possiamo vedere come in ogni Comune d'Italia ci sia un monumento ai Caduti della Grande Guerra. Neanche la Seconda Guerra Mondiale ha lasciato una testimonianza marmorea di tali dimensioni. La Grande Guerra possiamo dire che è stata grande anche in questo.
Questi monumenti commemorativi sono stati eretti solitamente nel cuore delle città e uniscono tutti i paesi e paesini d'Italia in un unica grande storia condivisa. Ogni famiglia italiana infatti ha avuto uno o più figli in quelle trincee e tutte sapevano bene cos'era stata la Grande Guerra. Negli anni '20 con l'avvento del fascismo ci fu una vera e propria gara nell'erezione dei monumenti e dei sacrari in onore dei caduti, ma nei primi anni dopo il conflitto fu l'esatto contrario. Il clima politico e sociale di quel tempo infatti era molto turbolento e la violenza politica riempiva le pagine dei giornali. Il Biennio Rosso, così venne nominato quel lasso di tempo, segnò profondamente l'Italia e congelò in parte la volontà di costruire monumenti in onore dei caduti.
Nell'immediato dopoguerra, solo in pochi casi e a macchia di leopardo, in alcune città si riuscirono ad innalzare monumenti in ricordo dei caduti. Nel reggiano, per esempio, il primo e unico monumento della provincia ad essere costruito prima del fascismo fu quello di Viano nel 1921.
La storia di questo monumento è pubblicata nel libro "VIANO DURANTE LA GRANDE GUERRA".

Foto del monumento di Viano 1921
Io sono nato a Scandiano, provincia di Reggio Emilia, e qui sono nati  mio padre, mio nonno e ancora prima il mio bisnonno Giuseppe Montipò. Quest'ultimo era della classe 1881 e partecipava alla Grande Guerra  come fante inquadrato nella brigata "Belluno". Gli scandianesi caduti in quel conflitto furono 197 e il monumento in loro ricordo fu eretto nel 1925 alla presenza di Dino Grandi. Anche in questo caso il monumento fu eretto nel cuore della città.
Un monumento che oggi purtroppo non esiste più perché la statua in bronzo che lo sormontava fu tolta e "donata alla patria" a fine anni '30. Oggi al suo posto c'è un nuovo monumento, inaugurato nel 1958  a ricordo dei caduti scandianesi di tutte le guerre.

Foto del monumento di Scandiano
autografata da Dino Grandi
Ogni città italiana ha il suo monumento e le loro storie sono trascritte e conosciute proprio come quelle appena raccontate. Quella, invece, di cui si parla poco è la storia del primo monumento d'Italia che si trova in provincia di Ferrara e venne innalzato subito dopo la guerra nel 1919.

Articolo del "Il giornale del Mattino"
Il primo monumento d'Italia fu inaugurato il 27 luglio 1919 nel ferrarese, precisamente a Corporeno. Mi sento però di fare una precisazione. Nell'aprile del medesimo anno infatti ci fu l'inaugurazione del monumento a Bivio Paradiso, ma non c'entra con quelli eretti nelle città italiane. Quest'ultimi  erano a ricordo dei caduti di tali paesi e venivano eretti in tutti i Comuni italiani, proprio come quello di Corporeno, mentre quello di Paradiso era a ricordo di un fatto preciso, l'ultimo fatto d'armi di quel conflitto. Fu un omaggio agli ultimi italiani caduti nella Grande Guerra. Tornando a Corporeno e al primo monumento d'Italia,  le cronache ci dicono che per l'occasione parteciparono alcune compagnie di fanteria e la fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri di Bologna. Fu una giornata di festa e tutti gli ufficiali e soldati presenti furono ospitati a pranzo dalle famiglie del paese.
Per l'occasione fu fatto partire anche un aereo da Poggio Renatico, che nel sorvolare il paese, gettò migliaia di volantini tricolore con scritto "onore ai caduti - W Corporeno - W l'esercito vittorioso"
Alla Cerimonia prendeva parte il Prefetto, unica autorità presente, che ringraziava gli organizzatori e i presenti. Poi prendevano la parola diverse persone del paese tra cui il Parroco di Corporeno, Don Resca. La giornata era di festa, ma tra i canti e le canzoni della fanfara il pensiero per i famigliari caduti in quel conflitto era sempre presente. Dopo le musiche, i canti dei soldati e le parole degli oratori infatti, il pensiero finiva sempre lì, con un po di commozione, per quei giovani che non c'erano più. Scriveva Il giornale del mattino al riguardo: "Guardammo ancora una volta l'obelisco e ci parve che su di esso  gigantesche,smisurate, contratte da un ghigno atroce, si elevassero le ombre dei martiri. Vita e morte, canti e singhiozzi." 


Foto del monumento di Corporeno scattata
nel luglio 2019



Bibliografia: 
_ Scandiano e la Grande Guerra 
_ Viano durante la Grande Guerra  
_80° Anniversario Inaugurazione Primo Monumento ai Caduti della 1° Guerra Mondiale. Corporeno 27 luglio 1919 . 1999